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Uno, due, tre
capelli sul cuscino, qualcuno sulla spazzola e fra i denti del pettine,
altri invece sul maglione. La perdita dei capelli è un fenomeno angosciante di
cui nessuno puó rimanere indifferente. E normale perdere qualche decina di
capelli al giorno perché comunque per ogni capello perso, in genere ne cresce un
altro che lo sostituisce. Non è invece affatto normale che i capelli comincino a
cadere cospicuamente da un giorno all'altro, all'improvviso e soprattutto quando
si è giovani. Una situazione tuttavia da non escludere quando si arriva a 80 e
più anni: chiunque a questa età anche se ha sempre potuto vantare capigliature
fluenti. perde i capelli perché anche i bulbi peliferi come del resto tutto
l'organismo, invecchiano ed esauriscono il loro ciclo biologico.
Quali sono
allora i fattori responsabili della calvizie?
L'impoverimento
della capigliatura riguarda diversi fattori che possono essere temporanei o
collegati ad una insorgente calvizie. E ormai certo il ruolo della famigliarità
nell'alopecia androgenetica, la classica calvizie maschile , ma essa non deve
essere considerata una condanna inappellabile. Essere predisposti geneticamente
alla calvizie significa semplicemente che i propri capelli sono vulnerabili e
che occorre pertanto adottare le misure preventive opportune con maggiore
scrupolo e tempestività di chi predisposto non e. Esistono al riguardo
trattamenti e prodotti efficaci in grado, se non completamente di arrestare,
quanto meno di rallentare gli effetti della alopecia androgenetica.
La perdita dei
capelli può essere inoltre dovuta a cattive abitudini igieniche e alimentari,
trattamenti e prodotti inadeguati, malattie (infezioni. intossicazioni), carenza
di vitamine, disturbi nutrizionali, stati di esaurimento fisico e psichico,
(stress, ansia), effetti ormonali, (gravidanza, contraccettivi orali)
I segnali
premonitori da non trascurare:
perdita
eccessiva di capelli, prurito e dolori al cuoio capelluto, forfora e
desquamazione, diminuzione del volume dei capelli. In questi casi bisogna quanto
prima ricorrere allo specialista.
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